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Ordine dei frati minori conventuali
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Lmwaw'mwbaOrdine dei frati minori conventuali (in mwbqlatino mwbgOrdo fratrum minorum conventualium) è un mwbwistituto religioso maschile mwcadi diritto pontificio: i frati di questo mwcqordine mendicante, detti mwcgfrancescani conventuali, pospongono al loro nome la mwcwsigla mwdaO.F.M.Conv.cite-ref-ap-1-0[1] Insieme ai mweqfrati minori e ai mwegfrati minori cappuccini costituisce il cosiddetto Primo mwewordine francescano o minoritico.
Alla denominazione ufficiale possono localmente sostituirsi quelle tradizionali di mwfqMinoriten (mwfgMinoriti, nei paesi germanici e in altri del centro mwfwEuropa), mwgaFranciszkanie (mwgqFrancescani, in mwggPolonia e mwgwBoemia), mwhaGreyfriars (mwhqFrati grigi, in ambito anglosassone) e mwhgCordeliers (mwhwFrati della corda, in mwiaFrancia e nei paesi francofoni)cite-ref-2[2].
Il mwjgministro generale dell'Ordine (dal 2019 l'argentino fr. mwjwCarlos Alberto Trovarelli) risiede, insieme ai definitori generali, a mwkaRoma, nel convento presso la mwkqBasilica dei Santi XII Apostoli, dove ha sede la Curia generalecite-ref-ap-1-1[1].
Contents
• Storia
• Note
• Fonti
• Studi
• Sigle
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Origine del nome
Fu lo stesso san Francesco a volere che i suoi frati fossero e si chiamassero "minori". Scrive il primo biografo: «Mentre si scrivevano nella Regola queste parole "Siano minori", appena l'ebbe udite esclamò: "voglio che questa fraternità sia chiamata Ordine dei frati minori"»cite-ref-3[3]. Il nome venne ufficializzato nella mwpgRegola del 1223 e rimase proprio dell'Ordine fino all'affermarsi delle prime riforme che, per ovvia necessità, si distinguevano aggiungendo alla denominazione una sorta di mwpwproprium (mwqaosservanti, mwqqriformati, mwqgscalzi o alcantarini, mwqwrecolletti).
Fu così inevitabile che anche al gruppo dal quale le riforme si staccavano, si attribuisse con l'andar del tempo una specificazione al nome. Tra i diversi che vennero utilizzati tra i secoli XIV e XV in seguito allo sviluppo della riforma mwrqosservante (mwrgCommunitas Ordiniscite-ref-4[4], mwswfratres de claustro o mwtaclaustralescite-ref-5[5], mwuqnon de Observantia o mwugnon Reformaticite-ref-6[6]) prevalse un termine comunque già in uso nella seconda metà del secolo XIII: quello di mwvwConventuales. Risale infatti a quel periodo la distinzione anche per i mwwaminoriti delle chiese alle quali venivano concessi diritti e privilegi delle chiese collegiate come, ad esempio, la celebrazione dei sacramenti, la predicazione e la sepoltura ecclesiasticacite-ref-7[7].
Tale distinzione riguardò anche le abitazioni (i mwxgloca della mwxwRegola non bollatacite-ref-8[8] o mwzadomus in quella del 1223cite-ref-9[9]) che le mwaqCostituzioni narbonensi del 1260 distinsero in mwagloca conventualia e mwawloca non conventualiacite-ref-10[10], differenziando i conventi di città (con le esigenze apostoliche che li caratterizzavano) dai romitori. Dai luoghi il termine venne contemporaneamente utilizzato per indicare i frati che vi abitavano e vi operavano: nel dicembre 1277 un lascito fu fatto a Perugia mwcafratribus minoribus conventualibus de Campo Orticite-ref-11[11] così come mwdqfratri conventuali sono chiamati quelli del sacro convento di Assisi in un testamento del 1317cite-ref-12[12].
Lo stesso Ordine nel 1259 fu detto e considerato conventuale da mwewpapa Alessandro IV che nella bolla mwfaNimis iniuste identifica gli mwfqOrdines fratres e le mwfgliberates Ordinis con i mwfwfratres conventuales e le mwgalibertates da essi godute come loro mwgqprerogativecite-ref-13[13]. Una situazione che ha fatto dire a qualcuno che «mwhgdans le principe, les Mineurs étaient tous conventuels»cite-ref-14[14]. La denominazione mwiwfratres minores conventuales divenne comunque ufficiale solo a partire dal 1517 per effetto della bolla mwjaIte vos con la quale mwjqLeone X stabiliva la definitiva separazione degli osservanti con la costituzione di un ordine autonomo chiamato mwjgFratres Minores sancti Francisci Regularis Observantiae al quale andò, insieme al sigillo dell'Ordine, il primato giuridico.
L'evoluzione del nome corrispose dunque a quella dell'Ordine: da un generico "conventuale", attribuito ad una chiesa o ad un convento, il termine passò ad indicare una particolare modalità di vivere l'ideale francescano, nell'incontro dei frati spesso con una realtà - quella delle grandi città italiane ed europee - «che chiedeva una vita religiosa più rispondente alle esigenze di studio e di apostolato cui la Chiesa li chiamava»cite-ref-15[15].
Storia
Dall'intuizione all'istituzione (1209-1223)
È lo stesso mwpqFrancesco nel mwpgmwpwtestamento del 1226 a raccontare l'inizio di quel movimento che ben presto si strutturerà in un vero e proprio mwqaOrdine: «E dopo che il Signore mi dette dei frati, nessuno mi mostrava che cosa dovessi fare, ma lo stesso Altissimo mi rivelò che dovevo vivere secondo la forma del santo Vangelo. Ed io la feci scrivere con poche parole e con semplicità, e il signor Papa me la confermò»cite-ref-17[17]. Si trattava di «una norma di vita o Regola, composta soprattutto di espressioni del Vangelo» con l'aggiunta di «poche altre direttive indispensabili e urgenti per una santa vita in comune»cite-ref-18[18], il cosiddetto mwsqpropositum vitae che nel 1209 (secondo altri nel 1210), il 16 aprile secondo una tradizione, «ad mwsgInnocenzo aperse, e da lui ebbe / primo sigillo a sua religïone».cite-ref-19[19].
Una conferma pubblica, anche se non definitiva, che nel segno della mwuamwuqcoronas parvulas autorizzava comunque alla predicazionecite-ref-20[20]. Anche in forza di questo assenso, la fraternità si espanse notevolmente fino a diventare e ad essere riconosciuta dalla stessa autorità papale come una vera e propria mwvgreligio (sinonimo di mwvwordo nell'uso del tempo)cite-ref-21[21]. Di questo fu consapevole lo stesso mwxaFrancesco che «fin dagli inizi considera la comunità dei frati minori come un nuovo Ordine nella Chiesa: considera se stesso e i suoi come componenti di una comunità religiosa con gli stessi doveri degli altri Ordini»cite-ref-22[22] dai quali comunque, quello dei Minori, si distingue nettamente «perché reca in sé dei caratteri assolutamente nuovi e originali»cite-ref-23[23]. «Sorge nel mondo un nuovo ordine, una nuova straordinaria vita», canta l'antica mwzqsequenza per la festa liturgica di san Francesco, attribuita a mwzgTommaso da Celanocite-ref-24[24].
Ma l'entusiasmo che segnò tali inizi e il fascino che tale novità ebbe su tanti, portò inevitabilmente con sé non trascurabili situazioni critichecite-ref-25[25], segno che il "mw2acarisma" aveva bisogno di trovare una sua forma, quella dell'istituzione. In questo senso può essere letta la testimonianza di mw2qJacques de Vitry che agli inizi del 1220 così scriveva: «Questa religione sta aumentando assai di numero nel mondo intero. Il motivo è questo: che essi imitano palesemente la forma di vita della Chiesa primitiva e la vita degli apostoli in tutto. Tuttavia a noi sembra che questa religione contenga in sé un gravissimo pericolo, perché vengono mandati a due a due per tutto il mondo, non solo i perfetti, ma anche i giovani e gli immaturi, che avrebbero dovuto essere tenuti sotto controllo e provati per qualche tempo sotto la disciplina conventuale»cite-ref-26[26]. Una situazione che dovette non poco preoccupare lo stesso Francesco. Il mw3gprimo biografo narra di una visione notturna, una "gallina piccola e nera" che «aveva moltissimi pulcini che, per quanto si aggirassero attorno a lei, non riuscivano a raccogliersi sotto le sue ali». Francesco riconosce in quei pulcini i suoi frati, «cresciuti in numero e grazia», che «non riesce a proteggere. Cosciente dunque del suo limite egli non tarda a far ricorso allo stesso pontefice che gli concede come protettore il cardinale Ugolino, allora vescovo di Ostia, poi papa col nome di mw3wGregorio IXcite-ref-27[27].
L'intervento papale non si fece attendere. Con la bolla mw5qCum secondum consilium del 22 settembre 1220 mw5gOnorio III istituì nell'Ordine il mw5wnoviziato (o anno di prova) proibendo a chiunque di girovagare fuori dall'obbedienza in abito minoritico. Ai superiori si concedeva la facoltà di comminare pene canoniche ai trasgressori. Ritroviamo tali norme nel capitolo II della mw6aRegola non bollatacite-ref-28[28], redatta nel 1221, che fa esplicito riferimento all'«ordine del signor Papa» e tratta «dell'anno di prova» e delle vesti, sia dei novizi (mw7qi panni) che degli altri frati «che hanno già promesso obbedienza». Una «promessa» come atto giuridico che pone il profitente in una specifica relazione obbedienziale con il superiore e, attraverso di lui, con la comunità e la stessa Chiesacite-ref-29[29]. Si lavorò comunque ancora sul testo dell'intera Regola che, privata di gran parte dei richiami biblici e spirituali, venne resa più agile e rispondente alle esigenze di un testo mw8gcanonico. È la cosiddetta mw8wmw9aRegola bollata che mw9qpapa Onorio III pubblicò con la bolla mw9gSolet annuere del 29 novembre 1223.
La conventualizzazione dell'Ordine e i contrasti con gli Spirituali (1230-1318)
Intanto l'Ordine continuava ad espandersicite-ref-30[30] e con esso crescevano le esigenze della comunità e della stessa missione apostolica che mettevano a dura prova il rigore della mw-gRegola definitiva, specie circa l'uso dei beni, su cui era ancor più restrittiva di quella "non bollata".
Venuto meno il mwaqaFondatore (morto presso la mwaqePorziuncola il 3 ottobre 1226) sulla questione dovette pronunciarsi mwaqiGregorio IX che, facendosi forte della «longa familiaritas» avuta col santo, con la bolla mwaqmQuo elongaticite-ref-31[31] stabiliva la non obbligatorietà del mwaqgmwaqkTestamento circa il divieto di mwaqoglossare la mwaqsRegola che poteva così esser interpretata a favore del semplice uso di fatto dei beni, escludendone comunque la proprietà. Qualche anno dopo sullo stesso argomento intervenne mwaqwInnocenzo IVcite-ref-32[32] che, pur «confermando la povertà assoluta dell'Ordine e rivendicando alla Chiesa la proprietà di quei beni dei quali i donatori non si fossero riservati il dominio, concedeva ai frati di poter ricorrere al denaro non solo per le cose necessarie, ma anche per le utili e confortevoli, specialmente quando le loro difficoltà fossero state ignorate»cite-ref-33[33].
Non mancarono le proteste degli mwaryzelanti preoccupati di un rilassamento dell'Ordine che comunque, anche grazie a quelle norme, continuava la sua diffusione e l'inevitabile "conventualizzazione": si passava sempre più dai romitori alle città, in mezzo alla gente; si costruivano chiese e conventi che spesso diventavano veri e propri monumenti d'arte; la crescente richiesta di servizi pastorali richiedeva una maggiore clericalizzazione; aumentava l'esigenza di una formazione culturale adeguata alle nuove necessità, formazione che in diversi casi portò alcuni frati sulle cattedre universitarie dell'epoca; numerosi frati erano investiti di uffici ecclesiastici (legati pontifici, vescovi e arcivescovi, papi).
Questa evoluzione fu sostenuta dalle grandi figure che caratterizzarono l'Ordine di quel tempo: frate mwargElia da Cortona, che lo stesso Francesco volle come suo Vicario (1221-1227) e che fu secondo mwarkgenerale dell'Ordine (1232-1239); mwaroAntonio di Padova, che fece parte della Commissione che ottenne da mwarsGregorio IX la prima dichiarazione sulla mwarwRegola; mwar0Bonaventura da Bagnoregio, che da mwar4ministro generale (1257-1274), pur condannando decisamente gli abusi, si fece confermare le attenuazioni e i privilegi precedentemente concessi all'Ordine, «chiedendone di nuovi quando gli sembravano utili o necessari alla vita e apostolato dei frati»cite-ref-34[34].
Fu sotto il generalato bonaventuriano, al mwasqcapitolo di mwasuNarbonne del 1260, che furono approvate le mwasyCostituzioni, dette appunto "narbonesi", che caratterizzarono la successiva vita dell'Ordine, tanto da essere da più parti ritenuto una sorta di "secondo fondatore". I secoli XIV e XV furono caratterizzati da una crisi generale che colpì la Chiesa e la società: guerre che funestarono l'intera Europa, la mwasccattività avignonese del papato, il grande mwasgscisma d'occidente. Nel contempo lo spirito rinnovatore dell'mwaskUmanesimo e del mwasoRinascimento portava con sé un affievolimento degli ideali religiosi.
I tempi consigliarono altre attenuazioni concesse da mwaswClemente V con la bolla mwas0Exivi de Paradiso, promulgata a chiusura del mwas4concilio di Vienne il 6 maggio 1312, in cui emerge la preoccupazione circa l'unità dell'Ordine. Lo stesso fece mwas8Giovanni XXII che, mentre condannava - pur ridimensionandoli - gli abusi denunciati dagli mwataSpirituali, metteva gli stessi in guardia dal rischio di fanatismo con cui avversavano la vita più moderata, ma anche più operosa, della comunità e, con essa, la stessa volontà della Chiesa che l'aveva resa possibile, richiamandoli infine all'obbedienza definita come mwatebonum maximumcite-ref-35[35]. Ci fu chi si sottomise e chi invece, rifiutando l'invito del pontefice, abbandonò la comunità per fondare un Ordine proprio. Per tale disobbedienza gli Spirituali - e con loro i mwatyfraticelli presso i quali si erano rifugiati e con i quali venivano confusi - furono definitivamente condannati con la bolla mwatcGloriosam Ecclesiam del 23 gennaio 1318cite-ref-36[36].
La questione della povertà e la nascita del movimento dell'Osservanza (1322-1368)
Sorse in quel periodo la mwat8disputa sulla povertà assoluta di Cristo e degli apostoli, questione che all'Ordine sembrò intaccare il suo stesso fondamento. Il ministro generale fra mwauaMichele da Cesena, che con l'appoggio di mwaueGiovanni XXII aveva fortemente avversato la corrente degli mwauispirituali, entrò questa volta in aperto contrasto con il pontefice fino ad essere dallo stesso deposto e scomunicato (1329) con l'accusa di eresia per aver sostenuto - contro la definizione papale - che Cristo e gli apostoli nulla possedettero né in privato né in comune.
Qualche anno prima comunque mwauqGiovanni XXII era drasticamente intervenuto per ridimensionare la pretesa perfezione dell'Ordine accusato di gloriarsi di una povertà "assoluta" in verità solo "simulata". Con la bolla mwauuAd conditorem canonumcite-ref-37[37] dell'8 dicembre 1322 veniva abolita la prassi, in vigore fin dal tempo di mwauoNiccolò III, che permetteva ai frati l'uso, mediante procuratori, di beni la cui proprietà era attribuita alla Sede Apostolica, salvaguardando così il precetto della mwausRegola di non appropriarsi di nullacite-ref-38[38]. Da questo momento l'Ordine si ritrovava, almeno mwavade iure, proprietario e diretto amministratore dei beni, così come già accadeva per altri mwaveordini mendicanti come ad esempio quello mwaviDomenicano.
La questione - come testimonia la vicenda di mwavqMichele da Cesena - fu mal digerita dall'Ordine che comunque finì per adattarsi al nuovo mwavustatus adeguando prassi e legislazionecite-ref-39[39]. Gli Amministratori e i cosiddetti mwavoSindaci apostolici soppressi da mwavsGiovanni XXII furono comunque ripristinati da mwavwBonifacio VIII nel 1295 e mwav0Martino V nel 1430cite-ref-40[40] riconduceva la proprietà dei beni in uso ai frati minori alla Santa Sede, codificando e giustificando le consuetudini che nel frattempo erano sopravvenute e alle quali sarebbe stato anacronistico rinunciare perché alla base della continua evoluzione dell'Ordine che alla fine del Trecento contava 34 Province, oltre 1500 Conventi, circa 35000 religiosicite-ref-41[41]. Ma c'era chi nella comunità non voleva e poteva adattarsi.
I tentativi di ritorno all'antico ideale ebbero come riferimento il mwawcromitorio di Brogliano sull'mwawgappennino umbro-marchigiano. Il 1334 vide l'iniziativa di fra Giovanni della Valle (o delle Valli) che, con l'approvazione papalecite-ref-42[42] ottenne per i suoi seguaci la concessione di alcuni eremi (tra cui quello delle mwaw4carceri presso Assisi) e l'esenzione dalla giurisdizione del Provinciale dell'Umbria. Ma la sua esperienza fu interrotta dalla stessa autorità papalecite-ref-43[43] che temeva una divisione dell'Ordinecite-ref-44[44]. Più fortuna ebbe nel mwaxc1368 fra mwaxgPaoluccio Trinci che dal ministro generale mwaxkTommaso da Frignano ebbe il permesso di ritentare nello stesso luogo un'esperienza di rigorosa osservanza della mwaxoRegola (per l'uso di calzature di legno che indossavano a causa dell'asperità del luogo, i frati vennero chiamati "mwaxszoccolanti").
La difficile convivenza all'interno dell'Ordine (1368-1517)
La riforma di Paoluccio Trinci - anche grazie alla protezione politica dei suoi mwax8famigliari, signori di mwayaFoligno - conobbe una rapida diffusione. Nel 1380 lo stesso Paoluccio fu nominato, dal Ministro provinciale dell'Umbria, commissario per le comunità da lui riformate (1380)cite-ref-45[45], mentre nel febbraio 1384 gli fu concesso di accettare novizicite-ref-46[46]. Va considerato che «gli Osservanti del periodo trinciano si circoscrivevano ad occupare luoghi poveri e a estendere la loro presenza in aree isolate e lontane dai centri cittadini, senza così causare tensioni ed evitando al massimo ogni contestazione verbale con i frati del resto della Comunità dell'Ordine [...]. Gli Osservanti di questo periodo sono semplicemente considerati come membri dell'Ordine, frati poveri e devoti che erano autorizzati a vivere negli eremi»cite-ref-47[47].
La fase di maggior sviluppo per l'Osservanza si ebbe con l'adesione al movimento di grandi personalità come quelle di mway4Bernardino da Siena, mway8Giovanni da Capestrano e mwazaGiacomo della Marca e grazie al sostegno di mwazeAlberto da Sarteano: il movimento si apriva con loro allo studio e alla predicazione abbandonando lentamente, ma gradualmente, la componente eremico-contemplativa.cite-ref-48[48]. Su questa linea si stava comunque muovendo la riforma osservante in Francia che diede fin dall'inizio «la preferenza al culto per lo studio e per l'apostolato»cite-ref-49[49] con l'insediamento in conventi cittadini. La sua evoluzione fu notevole e ottenne da mwazoBenedetto XIII l'autonomia rispetto al governo locale dell'Ordine, una concessione però revocata - in nome dei rischi per l'unità dell'Ordine - dal nuovo pontefice mwazsAlessandro V, eletto dal concilio di Pisa del 1409, con la bolla mwazwOrdinem Fratrum Minorum. Il confronto continuò e approdò al mwaz0concilio di Costanza a cui gli osservanti si appellarono. Con il decreto mwaz4Supplicationibus personarum del 23 settembre 1415, il concilio - sede vacante - accordò agli osservanti francesi la possibilità di eleggersi un vicario per ogni Provincia (Francia, Turenna e Borgogna) e, sopra tutti, un vicario generale con gli stessi poteri del ministro generale dell'Ordine.
Ma il decreto conciliare preoccupò molto il resto dell'Ordine che temeva l'estendersi di quelle concessioni alle altre analoghe esperienze sia in Italia che in Spagna. Un tentativo di stroncare tali concessioni fu compiuto al capitolo generale di Mantova del 1418 e si attribuì a mwaaapapa Martino V una mai avvenuta revoca delle decisioni conciliari sugli Osservanti. Lo stesso pontefice decise quindi di confermare ufficialmente il decreto di Costanza con la bolla mwaaeRomanum Pontificem del 7 maggio 1420cite-ref-50[50]. Ma le tensioni non si placavano. Lo stesso mwaayMartino V fece inutilmente pressione sul capitolo generale convocato a Forlì nel 1421, affinché fosse eletto un ministro generale "osservante". Un ulteriore intervento di mwaacMartino V si ebbe in occasione del capitolo di Assisi del 1430 (il primo detto "generalissimo" perché vi parteciparono tutte le realtà riformate dell'Ordine) in cui promosse nuove Costituzioni ("di Assisi", ma dette mwaagmartiniane) che proibivano l'uso del denaro e stabilivano la rinuncia ai beni immobili che dovevano perciò essere alienati. Pochi mesi dopo però, mwaakGuglielmo da Casale, nuovo Ministro generale, ottenne l'autorizzazione a derogare alle nuove norme sulla povertà che vennero però ripristinate l'anno dopo da mwaaopapa Eugenio IVcite-ref-51[51], per essere però dallo stesso pontefice definitivamente revocate l'anno successivocite-ref-52[52].
mwabqPapa Condulmer non desistette comunque dal suo desiderio di riformare l'Ordine minoritico in prospettiva osservante, intervenendo direttamente o indirettamente in diverse situazioni, come ad esempio nella nomina di mwabuBernardino da Siena a vicario e commissario del Ministro generale per gli Osservanti italianicite-ref-53[53], fino alla bolla mwaboUt sacracite-ref-54[54] con la quale nel 1446 completava il processo di autonomia degli Osservanti, sottraendoli dalla giurisdizione dei Provinciali e limitando quello del Ministro generale alla vita e correzione, senza comunque la facoltà di intromettersi nel governo della Famiglia osservante che spettava unicamente al Vicario generale. La bolla definiva anche l'eventuale passaggio dei frati dalla comunità all'osservanza, vietando però il percorso inverso. L'atto finale della politica filo osservante di mwab8Eugenio IV fu la decisione di sottomettere tutti i gruppi riformati, fino ad allora soggetti ai Ministri (mwacasub ministris), all'obbedienza dei Vicari dell'Osservanza dei rispettivi territori, sotto pena di scomunicacite-ref-55[55].
mwacyEugenio IV morì a Firenze il 23 febbraio 1447 e l'Osservanza perse il suo principale protettore. Ne approfittò la Comunità, con l'intento di far annullare le concessioni delle cosiddette "bolle eugeniane" (in particolare la mwaccUt sacra) e riportare così gli Osseranti sotto l'autorità dei Ministri. Vani furono i tentativi pacificatori di mwacgNiccolò V così come quelli del suo successore mwackCallisto III che convocò ad Assisi le due fazioni in un Capitolo presieduto da un suo delegato. Le posizioni irriducibili dei due gruppi furono presentate al Papa che incaricò mwacoGiacomo della Marca di mediare una soluzione che gli procò le critiche di entrambi. Se da un lato infatti riconosceva l'obbligo di obbedienza dei frati Osservanti verso il ministro generale, dall'altro confermava l'autonomia da loro ormai acquisita. Prevedibile furono le critiche di parte Conventuale che però il papa ignorò recependo di fatto le conclusioni del suo incaricato nella mwacsIllius cujus in pace (o mwacwBulla concordiae) del 2 febbraio 1456. Nel documento veniva riconosciuta un'effettiva autorità del ministro generale sul vicario generale "osservante", ma «il governo ordinario degli Osservanti restava sostanzialmente autonomo e in questo senso veniva garantita e la riforma e anche lo sviluppo della medesima. Inoltre gli osservanti potevano influire con il loro diritto di voce attiva nella elezione del ministro generale, mentre i conventuali non potevano esercitare alcun influsso sulla elezione dei tre candidati al vicariato generale e su quella dei vicari provinciali»cite-ref-56[56].
Ma alla fine la bolla mwadidella concordia rimase lettera morta e non trovò applicazione né nell'una né nell'altra parte. Alla pacificazione si dedicò anche mwadmPio II con la lettera mwadqPro nostra dell'11 ottobre 1458cite-ref-57[57] con la quale revocava le disposizioni del predecessore restaurando - in attesa di una soluzione diversa - la mwadkUt sacra di Eugenio IV. Almeno nell'apparenza tranquillo il periodo del pontificato di mwadoPaolo II che dovette però intervenire per regolare i passaggi da uno schieramento all'altro e, soprattutto, all'occupazione abusiva dei conventicite-ref-58[58]. Ma le cose precipitarono di nuovo con l'avvento di mwad8papa Sisto IV e la sua iniziativa di incaricare una commissione per valutare l'opportunità di revocare la bolla eugeniana.
Al parere positivo della commissione si opposero evidentemente gli osservanti che fecero intervenire i principi e regnanti dei paesi in cui la riforma era presente dimostrando di godere il pieno sostegno del potere secolare. Si assiste così ad un capovolgimento delle parti: «se prima infatti era l'Osservanza a subire le pressioni della Comunità dell'Ordine, d'ora in poi saranno gli osservanti, consapevoli del loro prestigio morale presso i principi secolari, a far pesare su tutti i minori - con la scusa della riforma - la loro tendenza a subentrare. Emblematico in questo senso appare il fenomeno assai triste (che viene a caratterizzare gli anni successivi al 1472) dell'occupazione violenta dei conventi della Comunità da parte degli Osservanti coadiuvati dai laici».cite-ref-59[59].
Dopo la morte di mwaeyEugenio IV si susseguirono i tentativi per dare a quello che tuttavia rimaneva un unico Ordine, una legislazione adeguata a conciliare le due anime. L'ultimo fu condotto da mwaecpapa Giulio II, che era stato cardinale protettore ed era sostenitore degli osservanti, che nel mwaeg1506 convocò un capitolo generale e propose delle nuove costituzioni (gli mwaekStatuta Iuliana), respinte però dagli osservanticite-ref-60[60].
Il Capitolo "generalissimo" di Roma e la bolla Ite vos del 29 maggio 1517
All'inizio del XVI secolo, mwafepapa Leone X, constatata l'impossibilità di far convivere sotto una stessa regola e un medesimo governo conventuali e osservanti, con la bolla mwafiIte vos del 29 maggio mwafm1517, riconosceva a questi ultimi piena autonomia e indipendenza. «Accordava loro anche il privilegio di rappresentanza ufficiale dell'Ordine minoritico, e per questo primato giuridico li denominava semplicemente "F. M.", senza però trascurare il titolo più distintivo di "F. M. della Regolare Osservanza" che di fatto prevalse fino al 1897. Elevava nello stesso tempo alla dignità di ministri i loro vicari generali e provinciali, e riservava ad essi soli il regime ministeriale previsto da san Francesco nella sua mwafqRegola con il ministro generale e i ministri provinciali. Assoggettava infine alla loro giurisdizione, "per omnia", eventuali nuove riforme che sorgessero nell'Ordine»cite-ref-61[61] fuse tutti i gruppi riformati nell'Ordine dei frati minori della regolare osservanza: gli altri andarono a costituire l'Ordine dei frati minori conventuali, sotto la guida di un ministro generale.
Dal 1517 alla soppressione innocenziana (1652)
Il secolo XX: la rinascita
Oggi i frati minori conventuali vestono un abito nero - nei paesi in cui hanno subito le soppressioni - con cappuccio e mozzetta-scapolare; mentre nelle terre di missione stanno cominciando a recuperare l'antico colore dell'abito francescano: grigio cinerino. Continuano a custodire, tra l'altro, la mwagcbasilica di San Francesco e il mwaggsacro convento in mwagkAssisi e la mwagobasilica di Sant'Antonio di Padova; il loro principale centro di studi è la mwagsPontificia facoltà teologica San Bonaventura, a mwagwRoma. Tra i centri di formazione e di cultura ci sono anche, tra gli altri, l'mwag0Istituto teologico Sant'Antonio Dottore di mwag4Padova e lo mwag8Studio Generale di Rensslear, negli mwaheStati Uniti. Di particolare valore per la storia dell'Ordine francescano sono la mwahiBiblioteca del Sacro Convento di Assisi e la mwahmPontificia Biblioteca Antoniana della basilica del santo di mwahqPadova, ove sono conservati numerosi codici e manoscritti delle prime generazioni francescane.
Santi, beati e testimoni insigni dell'Ordine
La famiglia dei frati minori conventuali si considera in continuità storica e spirituale l'originario mwahsOrdo Minorum fondato da san Francesco: si ispira, quindi e si sente particolarmente legata a tutte le figure di santità che l'Ordine, ancora indiviso, ha potuto esprimere. Tra essi evidentemente spicca il fondatore, il santo di Assisi. Accanto a lui non si possono dimenticare quanti hanno avviato e dato slancio al Secondo e al Terzo Ordine: mwahwsanta Chiara per le mwah0clarisse, i santi mwah4Elisabetta d'Ungheria e mwah8Luigi IX di Francia per i laici di quello che oggi è chiamato mwaiaOrdine francescano secolare (O.F.S.).
Tra i santi più significativi delle origini del francescanesimo e particolarmente legati alla tradizione conventuale non si può non menzionare: sant'mwaiiAntonio di Padova, i protomartiri dell'Ordine mwaimBerardo e compagni, mwaiqsan Bonaventura da Bagnoregio, i beati mwaiuEgidio d'Assisi, mwaiyTommaso da Celano, mwaicLuca Belludi da Padova, mwaigGiovanni Buralli da Parma, mwaikBenvenuto Mareni da Recanati, mwaioGiovanni Duns Scoto, mwaisAndrea Conti da Anagni, mwaiwOdorico da Pordenone, mwai0Ranieri da Sansepolcro, mwai4Enrico Alfieri da Asti, mwai8Giacomo Strepa, Francesco di Pinerolo.
A seguito della divisione del 1517, non sono mancati santi, riconosciuti e venerati dalla Chiesa, come testimoni silenziosi e anonimi. La Chiesa ha canonizzato nel XVIII secolo mwajesan Giuseppe da Copertino. In tempi più recenti papa Giovanni Paolo II ha elevato agli onori degli altari mwajisan Massimiliano Kolbe e mwajmsan Francesco Antonio Fasani. Tra i beati ricordiamo: il martire mwajqFrancesco Zirano, mwajuBonaventura da Potenza, mwajyRaffaele Chyliński, mwajcAntonio Lucci, i martiri della Rivoluzione francese Jean-François Burté, Jean-Baptiste Triquerie, mwajgNicola Savouret e Louis A. J. Adam, sette martiri polacchi, cinque martiri della Rivoluzione spagnola, e mwajkMichał Tomaszek e Zbigniew Strzałkowski, proto-martiri del Perù con mwajodon Alessandro Dordi.
I pontefici appartenenti all'Ordine
L'Ordine dei frati minori conventuali annovera anche due pontefici: mwaj0fra Felice Peretti da Montalto, assurto al soglio papale nel mwaj41585 con il nome di Sisto V, e mwaj8fra Lorenzo Ganganelli, divenuto papa nel mwaka1769 con il nome di Clemente XIV. A questi si dovrebbero poi aggiungere mwakefra Girolamo Masci (Niccolò IV, 1227-1292), mwakifra Francesco della Rovere (Sisto IV, 1414-1484), mwakmfra Giuliano della Rovere (Giulio II, 1503-1513) e mwakqfra Pietro Filargo da Candia (Alessandro V, 1339-1410), pontefici francescani prima della divisione del 1517, benché il quarto sia stato eletto nel mwakuconcilio di Pisa del mwaky1409, quindi non legittimocite-ref-62[62].
Artisti, letterati e scienziati
Lungo i secoli, alcuni frati si sono distinti nell'arte, nella letteratura e nella scienza:cite-ref-63[63]
• mwalsGiovanni da Pian del Carpine (mwalwPian del Carpine, 1180 - mwal0Antivari, † 1º agosto 1252), di origini perugine, vescovo, autore del più antico trattato storico-geografico sul paese e le genti tartare, la mwal4mwal8Historia Mongalorum.
• mwameBonaventura da Iseo (ca. † 1280), amico di mwamiAlberto Magno e mwammTommaso d'Aquino, teologo assai dotto, diplomatico, fu uno dei più attivi mwamqalchimisti della sua epoca.
• mwamyRuggero Bacone (mwamcOxford, † 1294), filosofo, scienziato, teologo e mwamgalchimista inglese. Secondo alcuni, è stato l'ispiratore (se non l'inventore) degli mwamkocchiali.
• mwamsGiovanni Duns Scoto (mwamwDuns, 1265 - mwam0Colonia, 8 novembre 1308), noto anche come mwam4Doctor Subtilis, mwam8filosofo, mwanateologo mwanescolastico.
• mwanmGuglielmo di Ockham o Occam (mwanqOckham, 1288 - mwanuMonaco di Baviera, 1349), teologo e filosofo inglese.
• mwancFrancesco di Meyronnes († 1327), pupillo di mwangDuns Scoto, uno dei migliori docenti alla mwankSorbona di Parigi.
• Landolfo Caracciolo (mwanwAmalfi, † 1341), allievo di mwan0Duns Scoto, istituì la prima cattedra scotista nel Mezzogiorno; in seguito, Ministro provinciale e vescovo.
• mwan8Paolino da Venezia († 29 novembre 1344), uno dei migliori e più pregiati storici del secolo XIV, fonte assai sfruttata dai cronisti successivi.
• Giovanni da Casale Monferrato (ca. 1375), fisico, scrisse il mwaoiTractatus philosophicus de motu (Firenze, Biblioteca Riccardina).
• mwaoqGiovanni Bertoldi († 1445), di mwaouSerravalle (mwaoysan Marino), teologo, ministro provinciale, vescovo, esperto conoscitore della mwaocmwaogDivina Commedia di mwaokDante. Partecipò al mwaooconcilio di Costanza (1414-1418) e approfittando di una lunga sosta, su invito di alcuni vescovi, tradusse la Commedia in latino e fornì un commento (1416).
• mwaowMaurice O'Fihely (c. 1460 - 25 marzo 1513), soprannominato mwao0Flos mundi, mwao4teologo, esponente dell'mwao8aristotelismo padovano e arcivescovo di mwapaTuam.
• mwapiGiovanni Giocondo di mwapmVerona (Roma, † 1º luglio 1515), celebre mwapqarchitetto del ponte di Notre-Dame a Parigi e di innumerevoli altre opere civili e militari, lodato dal mwapuVasari per la sua tecnica.
• mwapcLuca Bartolomeo de Pacioli (mwapgBorgo San Sepolcro, c. 1445mwapk - 1514 o 1517), mwapomatematico, autore della mwapsSumma di Arithmetica, Geometria, Proportioni e Proportionalità e della mwapwDivina Proportione.
• mwap4Antonio Trombetta († 6 marzo 1517), mwap8filosofo e mwaqateologo presso l'mwaqeUniversità degli Studi di Padova, esponente dell'mwaqiaristotelismo padovano e arcivescovo.
• mwaqqUrbano Bolzanio di mwaquBelluno († 18 aprile 1524), maestro del pontefice mwaqyLeone X e di tutti i celebri grecisti del suo tempo, la cui grammatica greca ebbe innumerevoli edizioni.
• mwaqgCostanzo Porta (1529 - 26 maggio 1601), compositore italiano del mwaqkRinascimento.
• mwaq8Ilario Altobelli (Treia, 1560mwara - Treia, 31 ottobre 1637), mwareastronomo italiano.
• mwarmGiuseppe La Napola da Trapani junior (Trapani, 1586mwarq - 30 novembre 1649), mwarufilosofo e mwaryteologo italiano.
• mwargGiovanni Battista Fasolo mwarkO.F.M.Conv. (mwaroAsti, ca. 1600 – mwarsPalermo, dopo il 1664) è stato un mwarwfrancescano, mwar0compositore e mwar4organista mwar8italiano.
• Antonio Urio Francesco Antonio Urio (Milano, c.1631 - c.1719), compositore e maestro di cappella italiano la cui musica fu riferimento per G. F. Haendel.
• Bonaventura Cento († 1662), originario di Messina, rinomato architetto nell'isola, costruì la chiesa di San Francesco a mwasqTrapani e il ponte di San Francesco a mwasuCaltagirone.
• mwascMatija Ferkic [Matteo Ferchio] (mwasgVeglia, 1583 - mwaskPadova, 8 settembre 1669), letterato, filosofo e teologo croato.
• Agostino Mandirola (secolo XVII), da mwaswCastelfidardo (mwas0Ancona), specialista in botanica e in frutticoltura (celebri le sue indicazioni sugli agrumi), autore del rinomato mwas4Manuale de' Giardinieri... (1652).
• mwataGiovanni Battista Chiodini (m. XVII secolo), da mwateMonte Milone (mwatiMacerata), scrittore italiano.
• mwatqBartolomeo Mastri (mwatuMeldola, 7 dicembre 1602 - 11 gennaio 1673), mwatyfilosofo e mwatcteologo italiano.
• mwatkVincenzo Maria Coronelli (mwatoVenezia, 16 agosto 1650mwats - 9 dicembre 1718), mwatwcartografo ed mwat0enciclopedista italiano.
• Francesco Antonio Callegari (1656-1743), di origini venete, maestro di cappella e compositore.
• mwaueFrancesco Antonio Fasani (mwauiLucera, 6 agosto 1681 - 29 novembre 1742), maestro di filosofia e teologia, scrittore di tre Mariali e altre operette predicabili, compositore di una novena e un inno alla Vergine Immacolata.
• mwauqCornelio Ghirardelli (Bologna, XVI secolo - 1637), astrologo e astronomo
• mwauyBohuslav Matěj Černohorský (mwaucNymburk, 16 febbraio 1684 - mwaugGraz, 1º luglio 1742), compositore e organista di origine ceca.
• mwauoGiovanni Giacinto Sbaraglia (1687-1764), nativo della mwausprovincia di Forlì, iniziatore della prestigiosa opera mwauwBullarium Franciscanum.
• mwau8Francesco Maria Zuccari (Dosolo, 1694 - 1788), compositore e maestro di cappella italiano.
• mwaveFrancesco Antonio Vallotti (mwaviVercelli, 11 giugno 1697mwavm - Padova, 10 gennaio 1780), mwavqorganista, mwavucompositore e teorico della musica italiano.
• mwavcGiovanni Battista Martini (Bologna, 25 aprile 1706mwavg - 3 agosto 1784), mwavkcompositore e mwavomusicologo italiano.
• Giuseppe Paolucci (Siena, 25 maggio 1726 - 24 aprile 1776), compositore, maestro di cappella e teorico della musica italiano.
• mwav0Luigi Antonio Sabbatini (1732-1809), originario di mwav4Albano Laziale, maestro di cappella e compositore.
• Laurent Receveur (1757-1788), francese di Noël-Cerneux, scienziato e circumnavigatore.
• Pio Titius (1801-1884), da Iaszo (Ungheria), specialista nella flora marina (mwawmalghe del mwawqMar Mediterraneo), socio di diverse Società scientifiche.
• mwawyKonrad Eubel (1842-1923), bavarese della Provincia di Germania, affermato studioso di storia, compose i primi due volumi della mwawcHierarchia Catholica Medii Aevi, impostò poi i successivi due, e proseguì il mwawgBullarium Franciscanum iniziato dallo mwawkSbaraglia.
• mwawsGirolamo Moretti (1879-1963), elaborò un metodo originale di grafologia, oggi denominato "grafologia morettiana", pubblicando numerosi testi relativi alla materia, il più noto dei quali è il mwawwTrattato di grafologia.
• mwaw4Albino Varotti (Volano di Codigoro, 13 maggio 1925 – Castel Bolognese, 18 gennaio 2018), musicista e compositore.
Congregazioni aggregate all'ordine
All'ordine sono aggregate numerose congregazioni religiose: l'mwaxeIstituto del Prado, le mwaxiAncelle del Sacro Cuore di Gesù di Cracovia, le mwaxmAncelle della Santa Infanzia di Gesù di Oberzell, le mwaxqFiglie di San Francesco d'Assisi di Budapest, le mwaxuFrancescane della Sacra Famiglia di Eupen, le mwaxySuore del famulato cristiano di Torino, le mwaxcSuore del Sacro Cuore di Gesù di Ragusa, le mwaxgSuore del Santissimo Sacramento per gli indiani e i negri, le mwaxkSuore dell'Immacolata di Santa Chiara di Fiuggi, le mwaxoSuore della Provvidenza di Saint Mary-of-the-Woods, le mwaxsSuore di carità dell'Immacolata Concezione di Ivrea, le mwaxwSuore francescane dell'adorazione perpetua di La Crosse, le mwax0Suore francescane della penitenza e della carità di Milwaukee, le mwax4Suore francescane della carità cristiana di Manitowoc, le mwax8Suore francescane di Syracuse, le mwayaSuore francescane missionarie di Assisi, dette del Giglio, e le mwayeSuore orsoline dell'Immacolata Concezione.
Dati statistici
Diffusione
| Anno | Totale frati | voti solenni | di cui sacerdoti | di cui vescovi | voti temp. | novizi |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1517 [ 64 ] | 30000ca | | | | | |
| 1590 [ 64 ] | 20000ca | | | | | |
| 1680 [ 64 ] | 15000ca | | | | | |
| 1762 [ 64 ] | 15000ca | | | | | |
| 1889 [ 64 ] | 1481 | | | | | |
| 1958 [ 65 ] | 4170 | | | | | |
| 1975 [ 66 ] | 3887 | 3520 | 2726 | | 296 | 131 |
| 1989 [ 67 ] | 4307 | 3419 | 2656 | | 644 | 244 |
| 2000 [ 68 ] | 4522 | 3652 | 2811 | 15 | 672 | 198 |
| 2004 [ 69 ] | 4643 | 3714 | 2915 | 14 | 708 | 221 |
| 2009 [ 70 ] | 4380 | 3694 | 2911 | 17 | 568 | 129 |
| 2014 [ 71 ] | 4232 | 3615 | 2758 | 19 | 468 | 149 |
| 2015 [ 72 ] | 4225 | 3600 | 2722 | 21 | 508 | 117 |
| 2016 [ 73 ] | 4165 | 3562 | 2715 | 23 | 490 | 113 |
| 2017 [ 74 ] | 4124 | 3500 | 2661 | 24 | 519 | 105 |
| 2018 [ 75 ] | 3983 | 3433 | 2767 | 24 | 484 | 66 |
Note
cite-note-ap-11. ↑ mwa-4Annuario pontificio per l'anno 1996, Città del Vaticano, Libreria editrice vaticana, 1996, p. 1429-1430.
cite-note-22. ↑ mwbaimwbamStatutiOFMConv,mwbaq n. 1; cfr mwbaumwbayOdoardi,mwbac coll. 6-7; mwbagmwbakBove,mwbao pp. 49-50.
cite-note-1111. ↑ Mazzatinti, mwbesArchivi, II, 243.
cite-note-1414. ↑ D.A. Mortier, mwbfwHistoire des maîtres généraux de l'Ordre des Frères Prêcheurs, vol.III, Parigi 1907, p. 298.
cite-note-161. mwbgyLa Basilica di San Francesco ad Assisi / The Basilica of St Francis in Assisi, a cura di G. Malafarina, fotografie di Elio e Stefano Ciol, G. Roli, G. Ruf, Modena, Franco Cosimo Paini, 2005, p. 162.
cite-note-1919. ↑ Dante Alighieri, mwbhcDivina Commedia. Paradiso, XI 92-93.
cite-note-2020. ↑ Bonaventura da Bagnoregio, mwbhsLeggenda maggiore (Vita di san Francesco d'Assisi), III, 10: mwbhwmwbh0FF,mwbh4 1064. Si tratta di un brano - secondo la nota al testo - fatto posteriormente aggiungere da frate Bonaventura d'Ascoli, successore di san Bonaventura nel generalato, che l'attinse direttamente da una confidenza del cardinale Riccardo de Annibalis, parente di Innocenzo III)
cite-note-2727. ↑ mwbksTommaso da Celano, mwbkwVita seconda di san Francesco d'Assisi, 24-25 mwbk0mwbk4FF,mwbk8 610-612.
cite-note-2929. ↑ Si può leggere in questo senso la parte introduttiva della mwblkRegola non bollata: «Frate francesco e chiunque sarà a capo di questa Religione, promette obbedienza e reverenza al signor papa Innocenzo e ai suoi successori. E gli altri frati siano tenuti ad obbedire a frate Francesco e ai suoi successori» (mwbloPremessa, 4-5: mwblsmwblwFF,mwbl0 3)
cite-note-3030. ↑ Il capitolo XVIII dei mwbmemwbmiFioretti riferisce che «Il fedele servo di Cristo santo Francesco tenne una volta un Capitolo generale a Santa Maria degli Angeli, al quale Capitolo si raunò oltre a cinquemila frati»mwbmmmwbmqFF,mwbmu 1848. Si tratta, secondo alcuni, del cosiddetto "Capitolo delle Stuoie" del 1221, al quale parteciparono - secondo la stessa fonte, anche san mwbmyDomenico e «uno Cardinale divotissimo di santo Francesco, al quale egli avea profetato ch'egli dovea essere Papa, e così fu» col nome di mwbmcGregorio IX. Fu in quella occasione che Francesco incontrò mwbmgfrate Antonio, già mwbmkCanonico regolare a mwbmoCoimbra, poi universalmente conosciuto come il santo di Padova.
cite-note-3939. ↑ Si vedano le mwbqqCostituzioni di mwbquLione del 1325 e quelle di mwbqyPerpignano del 1331.
cite-note-4242. ↑ mwbrgClemente VI, Bolla mwbrkBonorum operum del 13 dicembre 1350mwbromwbrsBF,mwbrw VI, pp. 245-246
cite-note-4343. ↑ mwbsaInnocenzo VI, Bolla mwbseSedes apostolica del 18 agosto 1355mwbsimwbsmBF,mwbsq VI, pp. 291-292
cite-note-4545. ↑ Titolo confermato dal ministro generale mwbs4Enrico Alfieri il 13 giugno 1388; cfr. mwbs8mwbtaSchmitt,mwbte coll. 1024.
cite-note-5252. ↑ Bolla mwbv0Solet Apostolicae Sedis del 28 aprile 1432: mwbv4mwbv8BullFranc ns,mwbwa I, p. 34; cfr mwbwemwbwiSchmitt,mwbwm col. 1027; mwbwqmwbwuSella,mwbwy pp. 127-130.
cite-note-6262. ↑ Tuttavia, fino a non molto tempo fa, Alessandro V era ritenuto un pontefice autentico e incluso nella lista ufficiale. Basti pensare a un episodio emblematico: nel mwbag1893 mwbakpapa Leone XIII elargì un forte contributo per il restauro della tomba di Alessandro V, che si trova presso la chiesa di San Francesco a Bologna, considerandolo quindi a tutti gli effetti un suo predecessore.
cite-note-6363. ↑ Si veda a proposito la pubblicazione: Pontificia Facoltà Teologica "San Bonaventura", mwba0Impegno ecclesiale dei frati minori conventuali nella cultura ieri e oggi (1209-1997), a cura di F. Costa OFMConv, Miscellanea Francescana, Roma 1998, 914 p.
cite-note-tb-642. mwbbkmwbboDi Fonzo.
cite-note-653. mwbb4Annuario pontificio per l'anno 1959, Città del Vaticano, Tipografia poliglotta vaticana, 1959, p. 894. Il numero indicato sotto la voce "membri" comprende - come indicato nella nota a p. 875 - oltre ai professi anche i novizi.
cite-note-664. mwbciConspectus generalis Ordinis die 31 decembris 1975:mwbcmmwbcqCommOFMConv,mwbcu 1976,73,25
cite-note-675. mwbckConspectus generalis Ordinis die 31 decembris 1989:mwbcomwbcsCommOFMConv,mwbcw 1990,87, 83
cite-note-686. mwbdaConspectus generalis Ordinis die 31 decembris 2009:mwbdemwbdiCommOFMConv,mwbdm 2001,98,416
cite-note-697. mwbdcConspectus generalis Ordinis die 31 decembris 2004:mwbdgmwbdkCommOFMConv,mwbdo 2005,102,86
cite-note-708. mwbd4Fraternus Nuntius. Notitiarium Fratrum Minorum Conventualium 1/2010, p. 38
cite-note-719. mwbeimwbemFraternus Nuntius. Notitiarium Fratrum Minorum Conventualium 1/2015, pp. 52-53
cite-note-7210. mwbecmwbegFraternus Nuntius. Notitiarium Fratrum Minorum Conventualium 1/2016, pp. 48-49
cite-note-7311. mwbewmwbe0Fraternus Nuntius. Notitiarium Fratrum Minorum Conventualium 1/2017, p. 62-63.
cite-note-7412. mwbfemwbfiFraternus Nuntius. Notitiarium Fratrum Minorum Conventualium 2/2018, p. 71-72.
cite-note-7513. mwbfymwbfcFraternus Nuntius. Notitiarium Fratrum Minorum Conventualium 1/2019, p. 57-58.
Bibliografia
Fonti
• citerefstatutiofmconvCostituzioni e statuti generali dell'Ordine dei Frati Minori Conventuali di San Francesco, Roma 1984-2009, su ofmconv.net. URL consultato il 13 luglio 2016.
Studi
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• citerefdi-fonzoL. Di Fonzo, Statistica dei religiosi dell'Ordine minoritico dal sec. XIII a oggi, in Dizionario degli Istituti di perfezione, vol. 4, Roma, 1977, pp. coll. 835-836.
• citerefesserK. Esser, Origini e inizi del movimento e dell'Ordine francescano, Milano, 1975.
• citereffoisM. Fois, I papi e l'Osservanza minoritica, in Il rinnovamento del francescanesimo. L'osservanza. Atti dell'XI Convegno Internazionale, Assisi 20-21-22 ottobre 1983, Assisi, SISF, 1985.
• citerefiriarteL. Iriarte, Storia del francescanesimo, Napoli, 1982.
• citerefodoardiG. Odoardi, Conventuali, Frati Minori Conventuali, in Dizionario degli Istituti di perfezione, vol. 3, Roma, 1976, pp. coll. 1-94.
• citerefschmittCl. Schmitt, Osservanti (OFMOss), in Dizionario degli Istituti di perfezione, vol. 6, Roma, 1980, pp. coll. 1022-1035.
• P. Sella, mwbgyLeone X e la definitiva divisione dell'Ordine dei Minori (OMin.): la bolla Ite vosmwbgc (29 maggio 1517), Grottaferrata (Roma) 2001.
Sigle
• citerefbfBullarium franciscanum, vol. 1-7, Roma, 1749-1804.
• citerefbfnsBullarium franciscanum, nuova serie.
• citerefffFonti francescane, Padova, 2004.
• citerefafhArchivum franciscanum historicum.
• citerefcommofmconvCommentarium Ordinis Fratrum Minorum Conventualium.
• citerefmfMiscellanea franciscana.
Voci correlate
Altri progetti
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• Wikizionario
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su ofmconv.net.
• (PL) Sito ufficiale, su ofmconv.net.
• (EN) Sito ufficiale, su ofmconv.net.
• (ES) Sito ufficiale, su ofmconv.net.
• Sito ufficiale, su ofmconv.org.
• citerefbritannica-com(EN) Friars Minor Conventual, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwbiaOrdine dei frati minori conventuali mwbieArchiviato il 9 maggio 2008 in Internet Archive. - Sito ufficiale dell'Ordine e della Curia generale.